Testo e foto di Francesco Benedetti
Il lago di Canterno è situato all'interno di una riserva naturale ed è lambito dai comuni di Fumone, Trivigliano, Fiuggi e Ferentino, in provincia di Frosinone. Il lago si trova a circa 500 metri di quota, su una depressione in cima a un altopiano nel mezzo dei monti Ernici, e l'ambiente circostante presenta scarsa vegetazione: solo macchia mediterranea a tratti, ma quasi privo di alberi di alto fusto nelle immediate vicinanze del lago. Ciò lo pone in netto contrasto con il paesaggio circostante, al contrario ricco di boschi. L'accesso alle rive è generalmente comodo, anche a causa della scarsa vegetazione, ma può dipendere dal livello dell'invaso: in alcuni tratti occorre camminare un po' per posizionarsi sulle sponde, poiché queste non sono completamente percorribili.
Prima dell'intervento dell'uomo, il lago si riempiva quando un inghiottitoio, attraverso il quale le acque defluivano nel terreno, si ostruiva a causa dei detriti; questo "tappo" naturale però, dopo un po', cedeva per la crescente pressione dell'acqua, che provocava la riapertura dell'inghiottitoio, e il lago tornava periodicamente a svuotarsi. Questo ciclo naturale è stato interrotto con la chiusura artificiale dell'inghiottitoio per la produzione di energia elettrica: con i lavori iniziati nel 1942 dalla Società Romana di Elettricità (S.R.E.), volti a regolarizzare il livello idrico per mezzo di una "torre di presa" (visibile in foto) e sfruttare le acque a scopo idroelettrico, il lago di Canterno, fino ad allora lago periodico, diventa finalmente un lago perenne. Oggi il lago ha una superficie di 0,6 km² e una profondità massima di circa 25 metri, a invaso pieno.
Sia quotidianamente che durante l'arco dell'anno, il livello del lago subisce oscillazioni più o meno marcate per via della sua particolare morfologia: è stato calcolato che se, a invaso pieno, il livello scendesse di 60 cm, nel punto meno depresso il lago arretrerebbe di circa 200 metri. Proprio perché ci troviamo in una riserva, occorrerà prestare particolare attenzione a non accedere con veicoli dove non consentito per scaricare le attrezzature, pena l'incorrere in contravvenzioni. Pur cercando di limitare l'attrezzatura, assolutamente fondamentale è l'ombrellone per proteggerci dal sole nella stagione estiva, se si effettuano tecniche non itineranti, vista la scarsità della vegetazione riparia, fatti salvi alcuni punti sul lato ovest — quello maggiormente frequentato e fruibile, poiché costeggiato per intero dalla SP123.
La pesca
Questo lago è popolato principalmente da ciprinidi e persici reali, e in particolare la buona presenza di carpe e carassi fa di queste due specie il principale obiettivo del pescatore al colpo e a feeder, ma il lago è anche meta di appassionati di carp fishing. I persici reali, non sempre di taglia, saranno invece l'obiettivo di chi vuole dedicarsi allo spinning o alla pesca a striscio: è infatti molto frequente imbattersi in cacciate a pochi metri dalla riva nei periodi giusti. Nel lago sono presenti anche scardole, alborelle, black bass, tinche e anguille. Sono stati avvistati anche i famigerati gamberi della Louisiana (gambero killer), e si vocifera, purtroppo, di catture di siluri, anche se per ora di modesta taglia.
I mesi migliori per frequentarlo sono da aprile a tutto ottobre. Il posto è spesso ventoso, e quindi, spinning a parte, le tecniche più adatte sono giocoforza quelle di origine anglosassone: la pesca "all'inglese" e quella a feeder in tutte le sue varianti. Per quest'ultima tecnica indicherei i cage feeder se abbiamo poca acqua, e modelli più chiusi nei punti dove il fondo è più marcato sin da subito; molto utili anche i pasturatori con piombo in coda (distance cage, feeder bomb, bullet feeder, rocket, ecc.) per la pesca a distanza, che ci permetteranno di continuare a raggiungere il target prefissato anche in caso di forte vento frontale mentre peschiamo fuori. Ottima anche la tecnica del method mix, uno dei miei approcci preferiti in questo lago. D'estate, ovviamente, spazio alla pastura, mentre a inizio o fine stagione è molto utile anche il bigattino in colla, da gestire a seconda della tecnica, della distanza e della profondità alle quali opereremo. Molto importante la precisione, aspetto da curare particolarmente poiché ci troviamo in uno spazio ampio che offre pochi riferimenti per indirizzare il lancio: anche a feeder è utile fare ricorso alla clip del mulinello per mantenere la corretta distanza di pesca, soprattutto se c'è fuori parecchia lenza. Come esche, oltre al solito bigattino, si potranno usare mais, verme e varie pellet e microboiles (molto gradite) nel caso ci si dedichi al method.
Un discorso a parte meriterebbe l'esca "storica" qui al Canterno, sempre valida per le carpe più interessanti: il cece, che pescando a feeder per diletto possiamo alternare al mais se vogliamo selezionare davvero, da presentare rigorosamente "sul capello", stando attenti a non romperlo mentre lo si innesca — potrà tradire gli esemplari più interessanti. La taglia dei carassi presenti nel lago è veramente notevole, di una pezzatura che difficilmente ho riscontrato altrove. Molto varia, invece, la taglia delle carpe, con tanti esemplari di piccola taglia, comunque divertenti da pescare, testimonianza della migliorata qualità dell'ecosistema del lago, che in tempi recenti è stato anche teatro di episodi di cronaca legati all'inquinamento e alla moria di pesci. Nel lago sono presenti alghe, soprattutto nella bella stagione, ma non in maniera così massiccia da impedire una corretta azione di pesca. Se decideremo di pescare nei pressi della "Torretta" (anch'essa zona molto valida), ricordiamoci di prestare attenzione alle reti galleggianti poste a triangolo con la sponda, per impedire che detriti e altro vadano a intasare la torre di presa collegata alla condotta forzata.
Nel lago sono adibite a campo gara le seguenti zone: le Roccette e lo Sversatoio. Per pescare nel lago di Canterno occorre il tesserino segna catture regionale; di recente, come in altre zone del Frusinate, è stato istituito il regime di pesca sperimentale "no kill", con l'obbligo assoluto di rilascio del pescato. A tal proposito, sottolineo ancor di più la necessità di portarsi dietro il materassino, da utilizzare sempre bagnato, per appoggiare le carpe durante la slamatura prima di rilasciarle.
A volte si ama, a volte si odia
C'è da dire che si tratta di un lago a volte incostante in termini di catture, dove capita che il pesce sembri lunatico, ma che può regalare anche giornate memorabili. Imparando a conoscerlo un po' si apprenderà come scegliere al meglio le zone in base al livello del lago nel momento in cui ci si reca a pesca, oltre che in base alla stagione: fattori che influenzano chiaramente la resa dei diversi spot. Altro fattore che influenza la pesca, e qui è quasi una costante, è il vento: quando decidiamo la distanza e il metodo di pesca, teniamo conto del fatto che potrebbe sempre alzarsi e spirare magari frontalmente rispetto alla nostra posizione, evitando quindi di porci un target troppo ambizioso in termini di distanza, che potrebbe diventare irraggiungibile in caso di forte vento frontale.
Per quanto riguarda la pesca dei ciprinidi, il cece come esca era già usato in tempi lontani proprio per le grosse carpe: il fatto che in Italia sia un'esca "tradizionale" non ha impedito il suo naturale approdo nella moderna pesca selettiva dei grossi ciprinidi, il carp fishing, dove si fa uso anche della sua farina nel confezionare i vari mix per le esche. Molto in uso anche in alcuni laghetti e carpodromi, sempre per la sua resa nei confronti degli esemplari di taglia maggiore. Dal punto di vista nutrizionale, molti sollevano il dubbio che sia troppo nutriente per le pasturazioni a lungo termine nel carp fishing: i ceci sono infatti molto calorici, da cotti hanno circa il 4-5% di grassi e oltre 100 calorie, contro l'1-2% di fagioli, lenticchie e piselli, e contengono anche acido linoleico, quindi possono essere considerati una discreta fonte di grassi essenziali, oltre che di proteine, calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Oggi i ceci si trovano in commercio già cotti e pronti per l'uso, conservati in lattine o vasetti di vetro nella loro acqua di cottura: molto pratici, al pari del mais, e anche economici, il che non guasta mai. Da segnalare anche la presenza sul mercato di ceci da innesco già pronti in barattolo. L'alternativa, per chi vuole fare da sé e magari ottenere la consistenza desiderata, è prenderli secchi, ammollarli e poi cuocerli come si farebbe per il consumo umano. Unica raccomandazione, se deciderete di andare a Canterno a pescare con i ceci: non lesinare sui diametri impiegati e in generale sulla robustezza degli ami, perché come detto sono gli esemplari di taglia maggiore a preferire questa esca. Avendo una forma quasi sferica, ricordiamoci di dividerli a metà quando li inseriamo in pastura, se non siamo sicuri di pescare in piano.
Viabilità
Per giungervi da Roma conviene prendere l'Autostrada del Sole in direzione Napoli, uscire al casello di Anagni e proseguire in direzione Fiuggi. Da Fiuggi si può prendere la provinciale per Fumone (il lago apparirà sulla sinistra lungo la strada). In alternativa, da Fiuggi si può prendere la SS155 per Frosinone e, poco dopo il paese di Trivigliano, svoltare a destra seguendo le indicazioni per il lago, imboccando poi una strada secondaria asfaltata che si immette sulla Via Vicinale Canterno, che a tratti passa vicino al lago. Provenendo da Sud (Napoli), si può uscire anche a Frosinone e prendere la SS156 per poi dirigersi verso Ferentino (SS6). Arrivati quasi all'altezza di Ferentino si prende per Fumone (SP220 e poi SP24); da Fumone si seguono le indicazioni per il lago, che dista circa 5 km.
Prima dell'intervento dell'uomo, il lago si riempiva quando un inghiottitoio, attraverso il quale le acque defluivano nel terreno, si ostruiva a causa dei detriti; questo "tappo" naturale però, dopo un po', cedeva per la crescente pressione dell'acqua, che provocava la riapertura dell'inghiottitoio, e il lago tornava periodicamente a svuotarsi. Questo ciclo naturale è stato interrotto con la chiusura artificiale dell'inghiottitoio per la produzione di energia elettrica: con i lavori iniziati nel 1942 dalla Società Romana di Elettricità (S.R.E.), volti a regolarizzare il livello idrico per mezzo di una "torre di presa" (visibile in foto) e sfruttare le acque a scopo idroelettrico, il lago di Canterno, fino ad allora lago periodico, diventa finalmente un lago perenne. Oggi il lago ha una superficie di 0,6 km² e una profondità massima di circa 25 metri, a invaso pieno.
Sia quotidianamente che durante l'arco dell'anno, il livello del lago subisce oscillazioni più o meno marcate per via della sua particolare morfologia: è stato calcolato che se, a invaso pieno, il livello scendesse di 60 cm, nel punto meno depresso il lago arretrerebbe di circa 200 metri. Proprio perché ci troviamo in una riserva, occorrerà prestare particolare attenzione a non accedere con veicoli dove non consentito per scaricare le attrezzature, pena l'incorrere in contravvenzioni. Pur cercando di limitare l'attrezzatura, assolutamente fondamentale è l'ombrellone per proteggerci dal sole nella stagione estiva, se si effettuano tecniche non itineranti, vista la scarsità della vegetazione riparia, fatti salvi alcuni punti sul lato ovest — quello maggiormente frequentato e fruibile, poiché costeggiato per intero dalla SP123.
La pesca
Questo lago è popolato principalmente da ciprinidi e persici reali, e in particolare la buona presenza di carpe e carassi fa di queste due specie il principale obiettivo del pescatore al colpo e a feeder, ma il lago è anche meta di appassionati di carp fishing. I persici reali, non sempre di taglia, saranno invece l'obiettivo di chi vuole dedicarsi allo spinning o alla pesca a striscio: è infatti molto frequente imbattersi in cacciate a pochi metri dalla riva nei periodi giusti. Nel lago sono presenti anche scardole, alborelle, black bass, tinche e anguille. Sono stati avvistati anche i famigerati gamberi della Louisiana (gambero killer), e si vocifera, purtroppo, di catture di siluri, anche se per ora di modesta taglia.
I mesi migliori per frequentarlo sono da aprile a tutto ottobre. Il posto è spesso ventoso, e quindi, spinning a parte, le tecniche più adatte sono giocoforza quelle di origine anglosassone: la pesca "all'inglese" e quella a feeder in tutte le sue varianti. Per quest'ultima tecnica indicherei i cage feeder se abbiamo poca acqua, e modelli più chiusi nei punti dove il fondo è più marcato sin da subito; molto utili anche i pasturatori con piombo in coda (distance cage, feeder bomb, bullet feeder, rocket, ecc.) per la pesca a distanza, che ci permetteranno di continuare a raggiungere il target prefissato anche in caso di forte vento frontale mentre peschiamo fuori. Ottima anche la tecnica del method mix, uno dei miei approcci preferiti in questo lago. D'estate, ovviamente, spazio alla pastura, mentre a inizio o fine stagione è molto utile anche il bigattino in colla, da gestire a seconda della tecnica, della distanza e della profondità alle quali opereremo. Molto importante la precisione, aspetto da curare particolarmente poiché ci troviamo in uno spazio ampio che offre pochi riferimenti per indirizzare il lancio: anche a feeder è utile fare ricorso alla clip del mulinello per mantenere la corretta distanza di pesca, soprattutto se c'è fuori parecchia lenza. Come esche, oltre al solito bigattino, si potranno usare mais, verme e varie pellet e microboiles (molto gradite) nel caso ci si dedichi al method.
Un discorso a parte meriterebbe l'esca "storica" qui al Canterno, sempre valida per le carpe più interessanti: il cece, che pescando a feeder per diletto possiamo alternare al mais se vogliamo selezionare davvero, da presentare rigorosamente "sul capello", stando attenti a non romperlo mentre lo si innesca — potrà tradire gli esemplari più interessanti. La taglia dei carassi presenti nel lago è veramente notevole, di una pezzatura che difficilmente ho riscontrato altrove. Molto varia, invece, la taglia delle carpe, con tanti esemplari di piccola taglia, comunque divertenti da pescare, testimonianza della migliorata qualità dell'ecosistema del lago, che in tempi recenti è stato anche teatro di episodi di cronaca legati all'inquinamento e alla moria di pesci. Nel lago sono presenti alghe, soprattutto nella bella stagione, ma non in maniera così massiccia da impedire una corretta azione di pesca. Se decideremo di pescare nei pressi della "Torretta" (anch'essa zona molto valida), ricordiamoci di prestare attenzione alle reti galleggianti poste a triangolo con la sponda, per impedire che detriti e altro vadano a intasare la torre di presa collegata alla condotta forzata.
Nel lago sono adibite a campo gara le seguenti zone: le Roccette e lo Sversatoio. Per pescare nel lago di Canterno occorre il tesserino segna catture regionale; di recente, come in altre zone del Frusinate, è stato istituito il regime di pesca sperimentale "no kill", con l'obbligo assoluto di rilascio del pescato. A tal proposito, sottolineo ancor di più la necessità di portarsi dietro il materassino, da utilizzare sempre bagnato, per appoggiare le carpe durante la slamatura prima di rilasciarle.
A volte si ama, a volte si odia
C'è da dire che si tratta di un lago a volte incostante in termini di catture, dove capita che il pesce sembri lunatico, ma che può regalare anche giornate memorabili. Imparando a conoscerlo un po' si apprenderà come scegliere al meglio le zone in base al livello del lago nel momento in cui ci si reca a pesca, oltre che in base alla stagione: fattori che influenzano chiaramente la resa dei diversi spot. Altro fattore che influenza la pesca, e qui è quasi una costante, è il vento: quando decidiamo la distanza e il metodo di pesca, teniamo conto del fatto che potrebbe sempre alzarsi e spirare magari frontalmente rispetto alla nostra posizione, evitando quindi di porci un target troppo ambizioso in termini di distanza, che potrebbe diventare irraggiungibile in caso di forte vento frontale.
Per quanto riguarda la pesca dei ciprinidi, il cece come esca era già usato in tempi lontani proprio per le grosse carpe: il fatto che in Italia sia un'esca "tradizionale" non ha impedito il suo naturale approdo nella moderna pesca selettiva dei grossi ciprinidi, il carp fishing, dove si fa uso anche della sua farina nel confezionare i vari mix per le esche. Molto in uso anche in alcuni laghetti e carpodromi, sempre per la sua resa nei confronti degli esemplari di taglia maggiore. Dal punto di vista nutrizionale, molti sollevano il dubbio che sia troppo nutriente per le pasturazioni a lungo termine nel carp fishing: i ceci sono infatti molto calorici, da cotti hanno circa il 4-5% di grassi e oltre 100 calorie, contro l'1-2% di fagioli, lenticchie e piselli, e contengono anche acido linoleico, quindi possono essere considerati una discreta fonte di grassi essenziali, oltre che di proteine, calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio e ferro. Oggi i ceci si trovano in commercio già cotti e pronti per l'uso, conservati in lattine o vasetti di vetro nella loro acqua di cottura: molto pratici, al pari del mais, e anche economici, il che non guasta mai. Da segnalare anche la presenza sul mercato di ceci da innesco già pronti in barattolo. L'alternativa, per chi vuole fare da sé e magari ottenere la consistenza desiderata, è prenderli secchi, ammollarli e poi cuocerli come si farebbe per il consumo umano. Unica raccomandazione, se deciderete di andare a Canterno a pescare con i ceci: non lesinare sui diametri impiegati e in generale sulla robustezza degli ami, perché come detto sono gli esemplari di taglia maggiore a preferire questa esca. Avendo una forma quasi sferica, ricordiamoci di dividerli a metà quando li inseriamo in pastura, se non siamo sicuri di pescare in piano.
Viabilità
Per giungervi da Roma conviene prendere l'Autostrada del Sole in direzione Napoli, uscire al casello di Anagni e proseguire in direzione Fiuggi. Da Fiuggi si può prendere la provinciale per Fumone (il lago apparirà sulla sinistra lungo la strada). In alternativa, da Fiuggi si può prendere la SS155 per Frosinone e, poco dopo il paese di Trivigliano, svoltare a destra seguendo le indicazioni per il lago, imboccando poi una strada secondaria asfaltata che si immette sulla Via Vicinale Canterno, che a tratti passa vicino al lago. Provenendo da Sud (Napoli), si può uscire anche a Frosinone e prendere la SS156 per poi dirigersi verso Ferentino (SS6). Arrivati quasi all'altezza di Ferentino si prende per Fumone (SP220 e poi SP24); da Fumone si seguono le indicazioni per il lago, che dista circa 5 km.Tieni il tuo archivio delle uscite
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