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Curiosità10 set 2025

Almeno 24 minuti di dolore per ogni chilo di peso, l'asfissia è la morte peggiore

Un nuovo studio del Welfare Footprint Institute, pubblicato su Scientific Reports, quantifica per la prima volta la sofferenza dei pesci durante l'asfissia: sulla trota iridea, in media 10 minuti di dolore intenso, con strategie concrete per ridurlo.

Di Enrico Avagliano
Almeno 24 minuti di dolore per ogni chilo di peso, l'asfissia è la morte peggiore
Pare proprio che i pesci sentano dolore, e lo sentano forte, quando vengono tirati fuori dall'acqua e destinati al mercato. Un nuovo studio, frutto del Welfare Footprint Institute e pubblicato su "Scientific Reports", ha finalmente quantificato questa sofferenza. E non si è limitato a questo: ha anche individuato strategie concrete per mitigare l'agonia di questi animali. I ricercatori si sono concentrati sulla trota iridea (Oncorhynchus mykiss), esaminando in particolare il dolore inflitto dall'asfissia, una modalità di uccisione fin troppo diffusa. Per le loro misurazioni si sono affidati all'innovativo Welfare Footprint Framework (WFF). Ogni anno si stima che vengano uccisi fino a 2,2 trilioni di pesci selvatici e 171 miliardi di pesci d'allevamento. I dati rivelano che le trote iridee, ad esempio, sopportano in media 10 minuti di dolore intenso durante il processo di asfissia, un lasso di tempo che può variare, a seconda di fattori come dimensioni del pesce e temperatura dell'acqua, da un minimo di 2 a un massimo di 22 minuti. Tradotto in termini più tangibili, questo corrisponde a circa 24 minuti di dolore per ogni chilogrammo di pesce. Ma la ricerca non si limita a fotografare un problema: propone anche delle vie d'uscita, e a costi sostenibili. Lo stordimento elettrico, se applicato correttamente, potrebbe risparmiare ai pesci dai 60 ai 1.200 minuti di dolore. Anche lo stordimento a percussione si rivela un'opzione con un potenziale notevole per migliorare il benessere. Lo studio mette in evidenza come pratiche che precedono l'uccisione, come il trasporto, spesso trascurate, possano in realtà causare sofferenze cumulative persino superiori a quelle dell'uccisione stessa. Al centro di tutto c'è il Welfare Footprint Framework (WFF), sviluppato dal Center for Welfare Metrics: un metodo innovativo che quantifica il benessere animale stimando il tempo totale che gli animali trascorrono in diversi stati di sofferenza o benessere. Fonte
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